Indoor Air Quality - Aerauliqa

Che cosa significa “qualità dell’aria indoor”?

Il sito del Ministero della Salute riporta una spiegazione molto chiara del termine “qualità dell’aria indoor”, spesso indicata nei testi come Indoor Air Quality o con l’acronimo IAQ.

Con il termine Indoor Air Quality si identifica la qualità dell’aria che respiriamo negli ambienti chiusi (confinati), ovvero interni, sia privati sia pubblici: abitazioni e uffici, quindi ma anche scuole, alberghi, bar, ristoranti, negozi. Tutti ambienti non di tipo industriale, dove, invece, la qualità dell’aria interna è definita e controllata da leggi dedicate e relativa all’attività produttiva svolta.

Trascorrendo la maggior parte della giornata in ambienti interni (nel 2024 erano 22 ore al giorno, circa il 90% del nostro tempo quotidiano trascorso all’interno di spazi chiusi come dedicati a scuola, lavoro, casa), consumiamo gradualmente l’ossigeno presente nell’aria. Inoltre, come esseri umani, sia la nostra attività respiratoria sia la traspirazione corporea rilasciano sostanze organiche, vapore acqueo e anidride carbonica che compromettono la buona qualità dell’aria interna, generando quella che definiamo comunemente come “aria viziata”.

Ci accorgiamo dell’aria viziata perché in primis ne percepiamo il cattivo odore, mentre quando l’aria è pulita difficilmente lo notiamo: è questo uno dei motivi principali per cui ancora oggi la qualità dell’aria indoor non è un argomento così dibattuto, perché la buona aria non genera una percezione immediata di comfort o disagio come avviene invece per il caldo o il freddo.

Se abbiamo caldo, ad esempio, utilizziamo la climatizzazione, se abbiamo freddo accendiamo il riscaldamento: rispondiamo a delle esigenze utilizzando tecnologie (split per aria condizionata e sistemi di riscaldamento) molto comuni e disponibili in molte abitazioni in Italia. Mentre se l’aria indoor è cattiva, a volte neppure ce ne accorgiamo perché ci “abituiamo” a questa condizione; e se ce ne accorgiamo la soluzione immediata a cui pensiamo è aprire le finestre per cambiare aria. Scelta comprensibile perché in Italia il clima è generalmente mite, ma quanta energia termica (calore o aria raffrescata) sprechiamo compiendo questo gesto? E cosa facciamo entrare dalle finestre?

Se consideriamo che l’aria indoor proviene dall’esterno (outdoor) e che oggigiorno la qualità dell’aria esterna è tutt’altro che buona (pensiamo alle ormai giornaliere discussioni sul livello di inquinanti presenti nell’atmosfera, dall’ozono ai PM 2.5, PM 10 al monossido di carbonio…), dobbiamo domandarci questo: aprendo le finestre, l’aria che facciamo entrare in casa o in ufficio è veramente di qualità migliore?Indoorairquality.it è un blog che intende ad approfondire queste tematiche, proponendo oltre ad approfondimenti sulle cause e sugli effetti, anche le soluzioni e le tecnologie oggi disponibili per garantire un buon livello di qualità di aria indoor.