Gli ultimi rapporti confermano che l’inquinamento dell’aria continua a rappresentare una delle principali minacce alla salute pubblica in Europa. Nel “Air Quality Status Report 2025”, l’Agenzia Europea dell’Ambiente segnala che, nonostante i progressi, l’inquinamento atmosferico rimane il più grande rischio ambientale per la salute del continente.
Principali inquinanti e ricadute sanitarie
I principali nemici della qualità dell’aria restano:
– Particolato fine (PM₂,₅ e PM₁₀)
– Biossido di azoto (NO₂)
– Ozono troposferico (O₃)
Questi inquinanti sono particolarmente pericolosi per chi ha problemi respiratori o cardiaci, per anziani e bambini. L’esposizione prolungata può causare broncopneumopatie croniche, aggravare asma, aumentare rischio cardiovascolare e, nei casi più gravi, portare a decessi prematuri.
Dati aggiornati per l’Italia
Nei report nazionali 2024/2025 [Report SNPA 2024], emergono conferme e nuove sfide:
– PM₂,₅: per la prima volta, il limite annuale (25 µg/m³) è stato rispettato in tutte le stazioni italiane;
– PM₁₀: la media annua è rimasta entro i limiti nella quasi totalità del territorio, ma in molte località sono stati registrati superamenti giornalieri (50 µg/m³) in più di 35 giorni/anno, specialmente nel bacino padano, in Campania e nelle aree urbane ad alta densità;
– NO₂: il limite annuale (40 µg/m³) è stato rispettato nel 98% delle stazioni; tuttavia, in alcune aree metropolitane, in prossimità di traffico intenso, si sono ancora osservati superamenti;
– Ozono (O₃): l’ozono resta oggi l’inquinante più critico in Italia: solo il 16 % delle stazioni ha rispettato l’obiettivo a lungo termine per la protezione della salute umana, e molte stazioni hanno superato il valore obiettivo per oltre 25 giorni l’anno, soprattutto durante i mesi estivi.
In numerose città italiane (25 capoluoghi nel 2024), sono stati registrati più di 35 giorni con concentrazioni di PM₁₀ superiori a 50 µg/m³. Milano è tra le città peggiori (68 giorni di superamento).
Impatti economici e sociali
L’inquinamento non grava solo sulla salute: ha forti ricadute economiche. I costi indiretti includono:
– Aumento della spesa sanitaria
– Riduzione della produttività
– Perdite in agricoltura e prestazioni lavorative
Il rapporto MobilitAria 2024 dedica ampio spazio al calcolo dei costi sanitari ed economici dell’inquinamento urbano in Italia.
In risposta alle pressioni crescenti, è stata approvata la Direttiva europea 2024/2881 che fissa limiti più stringenti per gli inquinanti (PM₂,₅ su tutti) a partire dal 1° gennaio 2030.